25/02/2007

 Dizionario BUDDESE

 

Piccolo dizionario di "buddese"
Non dovremmo aver paura di usarlo, l'italiano, perchè il Buddismo è una religione che si accorda con il tempo e con il paese, quindi anche con la lingua di quest'ultimo. È possibile che utilizzare una certa terminologia crei un senso di condivisione, partecipazione e, perché no, di mistero, che può rendere ancora più affascinante il Buddismo di Nichiren Daishonin. Ma, se il "buddese" ci impedisce di ricordare e approfondire concretamente nella vita il Buddismo, oppure se ci ostacola nel renderci comprensibili agli altri, allora è il momento di ritrovare il senso delle cose.
Iniziamo questa prima puntata con un termine che è molto semplice da capire e da spiegare alle persone nuove, ma che è comunque interessante approfondire, per chiedersi se vale la pena di abituarsi a usare una terminologia diversa.

Zadankai: letteralmente significa "sedersi in cerchio e discutere". Comprende la dimensione dell'incontro e quella della condivisione, in cui si offre e si riceve (tempo, sofferenza, gioia, esperienze ecc.). Lo zadankai esiste fin dai tempi di Nichiren Daishonin, che incoraggiava i suoi discepoli a incontrarsi e leggere insieme le lettere che inviava loro.
In alternativa si può usare la parola meeting, anche se a qualcuno potrebbe dare l'impressione di un incontro fra manager. E poi è una parola di origine anglosassone, quando l'equivalente italiano c'è, ed è "riunione di discussione". Più semplice, corretto e universalmente comprensibile (beh, non proprio universalmente, ma almeno italianamente) di così...

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Réunion Hommes - Trets 2006

Écrit par Franz |  Facebook

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